
Arezzo segreta a lume di candela
Sabato 24 ottobre 2026 / dalle ore 19:30 alle 23:30 (ultimo ingresso 22:30)
PRENOTA LA VISITADopo il successo delle edizioni precedenti a La Verna, Colleviti (PT), Camaldoli e Monte San Savino, la manifestazione più suggestiva dedicata al patrimonio storico-artistico italiano arriva ad Arezzo: Incantum. Arezzo segreta a lume di candela.
Per una notte dieci luoghi del centro storico alto si accenderanno di magia: migliaia di candele illumineranno spazi solitamente inaccessibili al pubblico, un’atmosfera unica fatta di luce tremolante, musica e suggestione (per maggiori informazioni scarica la brochure in basso).
Il programma prevede concerti dal vivo – musica sacra, classica e strumentale – e l’apertura di luoghi di straordinaria bellezza: chiese, biblioteche, chiostri e palazzi storici.
Ogni luogo sarà raccontato attraverso brevi narrazioni e momenti musicali, per riscoprire insieme un patrimonio prezioso, spesso dimenticato o invisibile.
Un’occasione irripetibile per scoprire la bellezza di Arezzo in una dimensione unica, suggestiva e senza tempo.
La manifestazione è organizzata da Mazzafirra APS, con il patrocinio della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e del Comune di Arezzo, con la collaborazione di: Liceo Classico Musicale “F. Petrarca” di Arezzo, Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze, Parrocchia di Santa Maria della Pieve, Casa Thevenin, Seminario Vescovile di Arezzo, Parrocchia della Cattedrale di Arezzo, Acheropita APS, Brigata Aretina Amici dei Monumenti, Museo del Kitsch di Francesco Maria Rossi.

La manifestazione si svolge dalle 19:30 alle 23:30 circa.
È possibile prenotare l’ingresso scegliendo uno degli orari disponibili ogni 15 minuti (consulta il calendario in fondo alla pagina).
Durata del percorso completo: circa 2 ore e 30 minuti.Tuttavia, ciascun visitatore è libero di personalizzare la propria esperienza, rendendola più breve o più lunga in base ai propri interessi
📞 Infoline: 334 8950295
Disponibile anche su WhatsApp (puoi aprire la chat cliccando sul pulsante rosso in basso a destra).
PRENOTAZIONE
● Consigliata e gratuita;
● Il pagamento avverrà in loco presso la Biglietteria al Palazzo Vescovile;
● Puoi prenotare tramite il calendario presente in fondo alla pagina.
BIGLIETTERIA
All’ingresso del Palazzo Vescovile (Piazza del Duomo, 1).
La biglietteria sarà aperta dalle 19:30.
Dopo l’acquisto del biglietto riceverai:
● un braccialetto d’ingresso,valido per tutti i luoghi della manifestazione;
● una mappa del percorso (in versione cartacea e digitale scaricabile dal sito).
MODALITA DI ACCESSO
● All’ingresso ricevi il braccialetto: entra dove vuoi, quando vuoi, nell’ordine che vuoi!
● Ogni 20 minuti circa si aprono gli ingressi per accogliere nuovi gruppi;
● In ogni tappa si alterneranno:
○ brevi narrazioni (storia,curiosità e aneddoti)
○ momenti musicali
Dopo ogni esperienza potrai proseguire alla tappa successiva in autonomia.
INGRESSO GRATUITO
○ Bambini fino a 16 anni di età;
○ Soci dell’Accademia Petrarca (presentando Tessera Associativa e facendo comunque la prenotazione online);
○ Persone con disabilità con invalidità certificata superiore al 74% (documento da esibire all’ingresso). In caso di non autosufficienza, l’ingresso gratuito è esteso anche a un accompagnatore.
BIGLIETTO RIDOTTO (10,00 €)
○ Ragazzi in età compresa fra i 16 e i 18 anni;
○ Soci Brigata Aretina Amici dei Monumenti (presentando Tessera Associativa);
BIGLIETTO INTERO (15,00 €)
NB
○ All’ingresso a ciascun visitatore verrà dato un braccialetto che sarà necessario per accedere ai luoghi della manifestazione;
○ Si segnala la presenza di barriere architettoniche in ogni luogo del percorso di visita.
La manifestazione si svolgerà nel centro storico alto di Arezzo.
La biglietteria si trova all’ingresso del Palazzo Vescovile, in Piazza Duomo n. 1 ed è facilmente raggiungibile dalle scale mobili che collegano Piazza Duomo al vicino Parcheggio Pietri.
ATTENZIONE!
○ Si raccomanda diarrivare almeno 15 minuti prima dell’orario prenotato.
Il percorso di visita:
1.Sala del Coro del Capitolo della Cattedrale
(Piazzetta dietro al Duomo - di fronte al parco giochi del Prato).
Nato nel IX secolo sul colle del Pionta per volere del vescovo Pietro I, il Capitolo dei canonici di Arezzo divenne presto il fulcro religioso e culturale della Diocesi. Con il trasferimento duecentesco della Cattedrale entro le mura, arricchì nei secoli il proprio patrimonio con una straordinaria biblioteca di codici miniati e pergamene medievali. Oggi, nei suoi spazi storici, custodisce capolavori assoluti, uno splendido affresco con Annunciazione di Spinello Aretino e il prezioso coro ligneo cinquecentesco attribuito a Giorgio Vasari, originariamente collocato nell’abside del Duomo.
2. Biblioteca del Seminario Vescovile
Archivio Diocesano e Capitolare di Arezzo
(Piazza del Murello, 2)
L’Archivio Capitolare e la Biblioteca del Seminario di Arezzo custodiscono la memoria millenaria della Diocesi. L’archivio conserva numerosissime pergamene medievali e corali miniati che tracciano la vita cittadina dal Medioevo.
La Biblioteca, ordinata nel Novecento dal vescovo Volpi, raccoglie testi teologici, filosofici e storici. Insieme costituiscono uno scrigno inestimabile per la ricerca storica e l’identità intellettuale della comunità aretina. Per l’occasione, i narratori proporranno ai visitatori alcuni preziosi documenti, fondamentali perla storia di Arezzo.
3. Palazzo Thevenin
(via Sassoverde, 32)
Il Palazzo Subiano, situato in via Sassoverde e noto ad Arezzo come Palazzo Thevenin, è la sede storica dell’omonima fondazione socio-assistenziale. Donato all’istituto nel 1928 dal cavaliere Rodolfo Subiano, l’edificio accolse l’orfanotrofio femminile fondato nell’Ottocento dalla religiosa francese suor Gabriella Thevenin. Oggi l’elegante palazzo, oltre ad accogliere una moderna comunità familiare per minori e mamme in difficoltà, custodisce importanti opere d’arte e reperti archeologici.
4. Museo della Mascherina anti Covid
Vanitas Kammer Kitsch di Francesco MariaRossi
(Via Sassoverde, 20)
Dopo il Museo del Kitsch e il Museo di Sé Stesso, Francesco Maria Rossi crea una natura morta contemporanea - ovvero il Museo della Mascherina anti Covid e la Vanitas Kammer Kitsch - per confrontarsi con la caducità della vita e l’eternità dell’oblio. I sapiens, da sempre, hanno desiderato superare l’angoscia della morte e il suo macabro fascino. Ecco allora che la Vanitas Kammer propone elementi come l’ironia, il paradosso o il kitsch, così che la melanconia umbratile possa sublimarsi in un percorso contemporaneo alla ricerca della bellezza vitale, in ogni manifestazione tangibile dell’umano, senza giudizi o censure. Fra naturalia, artificialia e mirabilia, nella Vanitas Kammer e nel suo accumulo gioioso ogni atto mancato diviene così un discorso riuscito. Memento mori e accorri numeroso!
5. Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria
(Via Cesalpino)
Gioiello tardo-barocco edificato tra il 1769 e il 1771 su progetto di Giuseppe Fabbroni, sorse grazie al sostegno della famiglia Albergotti e della locale Compagnia laicale. Spicca per la facciata dal frontone curvilineo. L’interno, a navata unica, è impreziosito dagli stucchi di Domenico Rusca e dalle tele settecentesche del campano Mattia De Mare.
6. Chiesa di San Pier Piccolo
(Via Cesalpino)
Fondata nell'XI secolo e storicamente legata prima all'ordine benedettino e poi a quello dei Serviti, la struttura ha subito un profondo rifacimento barocco nel Settecento. A causa delle distruzioni belliche del 1944, oggi si presenta priva di una facciata monumentale. L'interno custodisce importanti testimonianze artistiche, tra cui spiccano il monumento funebre di Angelo Lanciai (opera del Montorsoli) e pregevoli tele e affreschi seicenteschi firmati da Salvi Castellucci.
7. Sala del Capitolo della Pieve / Cappella di San Donato
(accesso da Piazza Grande - lato della fontana, accanto all’abside della Pieve)
Santa Maria della Pieve era il vero cuore del potere ad Arezzo. Attraverso il suo Capitolo, uninfluente collegio di canonici, la chiesa non guidava solo la vita spirituale della comunità, ma ne amministrava gli affari temporali e politici, gestendo anche la storica rivalità con il Duomo cittadino. Tra le mura che oggi custodiscono capolavori artistici, si decisero per secoli le sorti dell’Arezzo medievale. Un luogo suggestivo e ancora sconosciuto per molti aretini.
8. Teatro Vasariano
(Piazza del Praticino, 7)
Situato all’estremità nord-occidentale del monumentale Palazzo delle Logge in Piazza Grande, il Teatro Vasariano è il più antico spazio scenico di Arezzo. Giorgio Vasari lo inserì nel suo progetto originario, influenzato dal vivace fermento culturale fiorentino che avrebbe presto dato vita al melodramma. Edificato postumo tra il 1580 e il 1586, il teatro divenne celebre nei secoli per la sua straordinaria acustica, mutando più volte nome fino a essere chiamato “La Fenice”, prima della sua definitiva trasformazione ottocentesca in Corte d’Assise.
9. Accademia Petrarca di Lettere, Arti eScienze
(Via degli Albergotti, 49)
Attiva fin dal Settecento e ospitata anche nella Casa del Petrarca, è la principale istituzione cittadina dedita alla promozione delle lettere, delle scienze e delle arti. L’Accademia custodisce una vastissima biblioteca, ricca di rari manoscritti, incunaboli e carteggi storici di immenso valore per la ricerca scientifica locale e non solo. Alla sua guida e alla sua crescita culturale hanno contribuito nei secoli illustri intellettuali e studiosi del territorio, tra i quali spicca, in veste di storico presidente, l’archeologo Gian Francesco Gamurrini. Per l’occasione, l’Accademia mette a disposizione dei visitatori uno dei suoi spazi più eleganti e una selezione di preziosi documenti, tra cui alcuni manoscritti olografi del Gamurrini.
10. Brigata Aretina Amici dei Monumenti
(Via degli Albergotti, 43)
Si tratta della sede storica della Brigata, uno spazio che rappresenta il cuore pulsante di un'associazione da sempre dedita alla tutela, alla vigilanza e alla valorizzazione del patrimonio artistico e paesaggistico della provincia di Arezzo. Al suo interno è custodita anche una preziosa biblioteca specializzata nella storia del territorio. L’ambiente, ricavato dall'antico spazio del vicolo che collegava via degli Albergotti con via dell’Orto, conserva inoltre importanti tracce legate alle origini del grande Francesco Petrarca.
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