
Restauri per Santa Maria della Pieve ad Arezzo
Claudio Ubaldo Cortoni - Gabriele Roggi - Michel Scipioni
La Pieve di Santa Maria di Arezzo è uno dei principali monumenti della storia religiosa e civile cittadina. Attestata come pieve già nel 1008, svolse un ruolo centrale nella vita ecclesiastica urbana, esercitando giurisdizione sulle altre chiese in assenza della cattedrale, allora situata sul colle del Pionta. Il suo massimo splendore coincise con l’età del libero Comune, quando nel XII secolo fu ricostruita con tre navate, presbiterio rialzato e cripta. Nel XIII secolo divenne chiesa comunale e fu dotata della celebre facciata romanica in pietra serena, caratterizzata da archetti ciechi e loggette sovrapposte, ispirate ai modelli pisani e lucchesi. La lunetta del portale, con la Vergine e il Ciclo dei Mesi, unisce simbologia religiosa e concezione del tempo. Nel Trecento la Pieve conobbe un’intensa stagione artistica, testimoniata da opere di Pietro Lorenzetti e dal busto reliquiario di San Donato. Interventi successivi, tra cui quelli di Giorgio Vasari nel XVI secolo, modificarono l’edificio, fino ai restauri ottocenteschi che ne ripristinarono l’aspetto medievale. Il recente restauro della facciata si inserisce in un percorso di valorizzazione storica, scientifica del monumento.
In vendita a
15,00€
